Terremoto Aquila. Volge al termine il processo agli esperti della commissione Grandi Rischi.

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L’ultimo terremoto in Italia, quello più grave e violento per intensità e conseguenze, lo ricordiamo bene. Si ebbe il 6 Aprile 2009 con una potenza pari a 5.9 Richter e 6.3 magnitudo momento in Abruzzo. La città colpita fu l’Aquila ma la scossa, insieme a quelle che seguirono nei giorni successivi, fu nettamente percepita in tutto il centro sud dell’Italia. Ad evento concluso il bilancio definitivo fu di 309 morti, circa 1600 feriti e circa 65.000 gli sfollati alloggiati in tendopoli, auto o alberghi e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati. Oggi, il processo agli esperti della commissione Grandi Rischi chiamati a valutare lo sciame sismico in corso all’Aquila prima della scossa che squassò la città, si è concluso con un’assoluzione. Solo l’ex vice capo della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis è stato condannato a due anni con la sospensione e la non menzione. Esce dunque, come unico responsabile nel processo per omicidio colposo e lesioni, per la morte di 29 persone (tra le 309 del sisma) tutte giovanissime, compreso un bimbo di pochi mesi. Ad essere definitivamente assolti sono Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica, Giulio Selvaggi, capo del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre, Claudio Eva, docente di fisica all’Università di Genova, e Matteo Dolce, direttore dell’Ufficio rischio sismico della Protezione Civile. Delusi i familiari delle vittime che hanno seguito e assistito al processo vivendolo come battaglia di vita. Un disastro naturale come il terremoto non implica solo un disastro economico. Accanto ai numeri, alle cifre, al conteggio dei danni materiali, ci sono nomi, vite. Vite spezzate, danni morali ed emotivi irreparabili. Assistere al crollo della propria abitazione equivale alla perdita della propria esistenza. La casa, le pareti hanno il fondamentale significativo di sicurezza sin dai remoti tempi delle caverne. La casa rappresenta la personalità di chi la abita. E’ espressione di sé, è spazio vitale, certezza. I dati del CNR di Geodinamica hanno classificato sismico il 70% del territorio italiano. Dichiarare sismico un territorio equivale ad affermare che in quella zona, prima o poi, accadrà un terremoto. Inoltre gran parte del patrimonio edilizio del nostro paese è di vecchia costruzione, soprattutto nelle regioni del sud e ciò vuol dire che in caso di terremoti si rischiano danni ingenti alle cose e numerose perdite di vite umane.

Elena D’Ettorre

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