TEORIA GENDER. Tra approvazione e contrasti.

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Affinché s’imponga il rispetto per ogni differenza e affinché la nostra società ancora piena di pregiudizi, legata ad una mentalità arcaica e conservatrice possa aprire occhi e mente cercando di ambire all’orizzonte senza limiti e senza barriere, nel 2014 entra nel vivo la “Strategia nazionale per combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, la cosiddetta Teoria Gender voluta dal Governo italiano. Un passo di civilizzazione e di umanità. Una sfida alla ricerca di una nuova visione antropologica che segna la fine in cui l’umanità si divide in due sessi: maschi e femmine, uomini e donne. La visione gender insegna che ciò che conta non è il sesso biologico e che bisogna imparare ad avere una nuova consapevolezza di se, invocando una libertà assoluta di diventare ciò che si desidera essere. Dunque, l’idea è quella di portare l’educazione sessuale negli istituti di formazioni, ovvero, la scuola in modo da avere una società che capisca, conosca e comprenda pienamente che la diversità non è sinonimo di pericolo. Accade invece che il contrasto, l’opposizione all’uguaglianza, valore portante di ogni Democrazia che si rispetti, parta proprio da chi il cambiamento e le trasformazioni dovrebbe guidarle e sostenerle, la politica italiana. Oggi, per contrastare l’avvio dell’educazione di genere che interesserà, a partire da questo mese, 21 scuole trentine, il partito Fratelli D’Italia ha affisso un manifesto contro la cultura gender. Peccato però che l’accanimento ingiustificato, la cecità illogica spesso sia portatrice di contraddizioni e disinformazione. La foto utilizzata è quella che rende omaggio a Leelah Alcorn, 17enne ragazza trans gender morta suicida, negli Usa, perché i suoi genitori non accettavano la sua diversità. Lo scatto è della fotografa inglese di origini italiane Rose Morelli, pensato proprio per sostenere trans gender e comunità Lgbt. Un chiaro e forte esempio di quanto sia necessaria la cultura, la sensibilità d’animo, il rispetto e l’educazione verso il mondo e la società che lo abita. Eliminare un pregiudizio deve essere obiettivo quotidiano, un lavoro giornaliero svolto attraverso i programmi educativi, la promozione dei contatti ma soprattutto attraverso il risveglio delle coscienze. Non bisogna fare della differenza una discriminazione.

E. D’E.

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1 COMMENT

  1. Fenomenale articolo, chiaro, logico e giusto. Complimenti!
    NO all’ignoranza e alle discriminazioni, SI alla cultura e alla sensibilizzazione!!!

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