Scontro sulle unioni omosex E il Pd si spacca sulle adozioni

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Scoppia la bufera tra il Pd e il sito Gay.it, che pubblica la lista, con tanto di foto, dei senatori democratici che voterebbero contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili, qualora dovesse passare l’articolo 5, quello sulla stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner), nonostante il loro voto contrario.

Gay.it appartiene all’imprenditore Alessio De Giorgi, da sempre attivo nelle campagne pro gay.

Il sito pubblica tutti i nomi dei senatori “incriminati”, precisando che i più accesi sostenitori di questa linea sarebbero Nicoletta Favero, Rosa Maria Di Giorgi e Stefano Lepri, e che gli altri si sarebbero limitati a paventare una supposta indisponibilità del presidente della Repubblica Mattarella a firmare la legge sulle unioni civili con la stepchild adoption. L’invito rivolto a tutti i visitatori del sito è di scrivere ai senatori per convincerli a cambiare idea.

“La pubblicazione su Gay.it è comunque sbagliata e dannosa – tuona il senatore del Pd Franco Mirabelli -. Non è con le liste dei presunti oppositori della legge che si aiuta l’approvazione della legge. Anzi. Alimentare la contrapposizione ideologica – prosegue – anziché ricercare, come stiamo facendo, a partire dal testo Cirinnà, il massimo di unità nel rispetto delle diverse posizioni, è un errore grave che rischia di rendere più difficile il percorso. Il Pd, tutto il Pd, considera necessario superare la distanza che ci separa da tutti gli altri Paesi europei sul terreno del riconoscimento dei diritti civili e alimentare divisioni e contrapposizioni può allontanare questo obbiettivo”.

“Mentre si discute una importante legge sulle unioni civili di cui il Paese ha bisogno – sottolinea il senatore dem Nicola Latorre – c’è chi diffonde in modo indegno notizie false e prive di fondamento. È il caso di Gay.it che arriva a proporre vere e proprie liste di proscrizione di quei senatori che, a loro dire non voterebbero la legge se non ci fosse lo stralcio della parte riguardante la stepchild adoption. Per quello che mi riguarda questa è una menzogna. La legge sulle unioni civili è una priorità. E penso che sia giusto costruire intorno ad essa in Parlamento e nel Paese il necessario e più ampio consenso. Forse sarebbe il caso che Gay.it rispettasse di più il lavoro dei parlamentari e chiedesse scusa”.

Molto risentito anche il senatore dem Andrea Marcucci: “Una sorta di lista di proscrizione, peraltro anche sbagliata, è uscita su gay.it, per additare al pubblico ludibrio un gruppo di senatori che lecitamente stanno facendo la loro battaglia sul tema della stepchild adoption. E’ un’iniziativa grave, illiberale, che punta a dividere il Pd – aggiunge – e che di fatto indebolisce il traguardo storico dell’approvazione delle unioni civili”.

Documento di 37 “cattodem” alla Camera
In un documento firmato da 37 deputati Pd, in gran parte riconducibili all’ala cattolica del partito, si legge che bisogna stralciare la stepchild adoption oppure “sostituirla con soluzioni normative che, nel garantire la piena tutela ai diritti dei minori, evitino di legittimare o incentivare comportamenti gravemente antigiuridici. “Senza una mediazione – sottolinea Alfredo Bazoli, tra i firmatari del documento – il rischio è, con il voto segreto, il naufragio della legge al Senato”.

IlGiornale

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