Scandalo in Egitto. Le donne ministro credono di possedere libertà. “Vestono all’Occidente”

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Quando le tradizioni diventano imposizioni, amarle e rispettarle diventa un problema. Quando le tradizioni socio-culturali diventano espressione della negazione di libertà e violazione di diritti civili, accettarle costa fatica soprattutto se si ha un ruolo politico. In Egitto si è accesa la polemica sul look delle tre donne ministro del nuovo governo guidato da Sherif Ismail. Si tratta di Ghada Waly titolare della Solidarietà, Nabila Makram dell’Immigrazione e Sahar Nasr a cui è stato affidata la Cooperazione Internazionale. Hanno ‘osato’ presentarsi per il giuramento a testa scoperta, indossando abiti occidentali. Ma lo ‘scandalo’ lo ha commesso Nabila Makram presentandosi con un vestito a maniche corte. Oltraggio. Un vero e proprio oltraggio a quella cultura conservatrice islamica che non si è risparmiata commenti e polemiche. Un affronto a quella tradizione che limita le libertà personali e rende la propria cultura inaccettabile sotto il profilo dei diritti umani. Le antiche radici di un popolo devono rendersi amabili non odiabili.

E. D’E.

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