Russia, il mistero del monaco buddista. A distanza di 90 anni dopo la morte, è ancora vivo.

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Esistono misteri che noi umani non riusciamo a risolvere. Che restano privi di risposta ma pieni di stupore e incredulità. Come il caso del ‘lama vivente’. A 35km da Ulan Ude, capitale della repubblica buriata, uno dei territori più periferici della federazione russa, esiste un tempio buddista di particolare interesse. Qui si trova Khambo Itighelov un monaco buddista morto 90 anni fa, ma ancora vivo. Nessuna finzione. Le prime riesumazioni vennero eseguite 75 anni fa e già all’epoca si attestò come nonostante la morte il lama fosse perfettamente integro. Rapporti medici avrebbero affermato nel tempo la flessibilità degli arti, la pelle per forma, colore e compattezza indistinguibile da quella di una persona viva, i capelli crescono e il corpo ha la temperatura di 35,3 gradi e non è stato sottoposto a nessuna procedura di imbalsamazione. Un morto vivo che col fascino dell’ignoto domina un curioso mistero.
Come scrisse Albert Einstein – “Chi non ammette l’insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato”.

E. D’E.

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