Quando il virus te lo portano a casa

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Sembra una barzelletta, ma potrebbe essere un modo per sdrammatizzare il momento. Giovedì pomeriggio, sono le ore 16,00 circa. Suona il campanello della residenza in campagna di Antonio Rubino, direttore di Puglia Press, è un Vigile Urbano del Comune di Martina Franca in provincia di Taranto. Il direttore apre il cancello automatico, permettendo di entrare con l’auto di servizio, il vigile urbano entra con una mascherina sul volto che si toglie per poter spiegare il motivo della visita.  “Devo notificarle una multa per divieto di sosta di qualche mese fa”. Consegna la multa al direttore di 64 euro, ridotta se sarà pagata entro cinque giorni dalla notifica. Il direttore che si era chiuso in quarantena in casa, deve avvicinarsi a meno di un metro per firmare il ricevimento della notifica, ringrazia il vigile e vorrebbe lo prega di portare personalmente il ringraziamento del suo stato di salute all’Assessore alla viabilità del Comune e all’Ufficiale dei Vigili Urbani che hanno avuto come priorità, proprio nel giorno in cui si è fatto divieto di uscire di casa se non per motivi urgenti, la consegna della multa. Poi si è ricordato di non poterlo fare, così come si è chiesto se potrà uscire di casa per andare a pagarla nei prossimi cinque giorni, facendo anche la fila all’Ufficio Postale. Sembrerebbe uno scherzo da prete se non fosse che siamo al 12 marzo e per il primo d’aprile manca ancora qualche settimana. Poi si chiede: “E se l’Assessore il virus me lo avesse mandato direttamente a casa?”

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