Primo maggio dedicato ai migranti, i sindacati a Pozzallo

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foto: ansa

Quello del 2015 è un 1° maggio dedicato ai migranti, oltre che ai lavoratori. Ad iniziare dalla location scelta dai sindacati per la tradizionale manifestazione nazionale: Pozzallo, in provincia di Ragusa, uno dei porti simbolo degli sbarchi e del dramma dell’immigrazione. “La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso”. Questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil, guidati dai rispettivi segretari generali: Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Sul palco, in piazza della Rimembranza, dopo il saluto del sindaco Luigi Ammatuna, si alterneranno le testimonianze dei lavoratori: uno del settore turistico, uno dell’agricoltura ed un immigrato. Terminati i comizi, i tre segretari generali deporranno in mare una corona di fiori in memoria dei tanti migranti morti nel Mediterraneo.

<<E’ solo creando lavoro che potremo curare questo Paese – ha detto Camusso – basterebbe un grande piano di risanamento del Paese per far ripartire il lavoro. L’imperativo di un governo, la sua ossessione quotidiana deve essere creare lavoro e dare risposte alle persone>>. Secondo il segretario generale della Cgil, <<il problema è l’uomo solo al comando che vuole le istituzioni e il Parlamento a sua immagine e somiglianza>> ed è necessario tornare <<alla Carta Costituzionale e al suo spirito che resiste, come dimostra la sentenza di ieri. Dobbiamo tornare all’articolo 1 della Costituzione che dice che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro>>.

Sulla stessa linea Furlan (Cisl): <<non si creano posti di lavoro con le regole ma con la crescita e lo sviluppo, investendo in ricerca, in innovazione, in grandi opere e infrastrutture. Per fare questo dobbiamo fare una guerra senza frontiera alla corruzione>>. Poi l’attacco alla legge Fornero, <<<la peggiore d’Europa. La riforma Fornero va rottamata. Ha solo creato degli esodati senza lavoro e senza pensioni>>.

<<Non si fa sviluppo, occupazione e ripresa per decreto – ha detto Barbagallo (Uil) – ma con investimenti pubblici e privati>>.

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