NO alle catene della libertà. NO alla Legge bavaglio.

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Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggior contrasto del fenomeno corruttivo, oltre che all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena” – su questa proposta di legge la Camera è stata chiamata a votare. Il sassolino tra le righe dell’artefatta proposta, riguarda la legge bavaglio sulle intercettazioni sia contro i magistrati, sia contro i giornalisti. Bisognerà stare attenti a registrare una conversazione e renderla pubblica, in quanto la pena prevista varia da 6 mesi a 4 anni di carcere. Quanto ai Pm, avranno 3 mesi di tempo per concludere le indagini. Pena: potrebbe scattare l’avocazione (ovvero, l’atto con il quale un organo assume su di se il potere che rientrerebbe nelle competenze di un altro organo subordinato). Tradotto in sintesi, un limite alla libertà nell’esercizio della propria professione. Un limite alla volontà di legalità e giustizia. ”Il governo vuole togliere i diritti agli imputati e alle vittime dei reati e limitare anche i poteri dei magistrati” – ha affermato Vittorio Ferraresi componente della Commissione Giustizia. La questione dunque, è scottante. Bollenti opposizioni e contrasti. L’inefficacia e l’inefficienza della norma ricadrà sulla vittima di un reato grave quando il giudice non avrà la possibilità di richiedere un’integrazione delle indagini e sarà costretto ad archiviare il processo. Peserà sul giornale che non potrà pubblicare intercettazioni attendibili, che potrebbero incidere sull’opinione pubblica. Rischio: l’oscuramento da fatti e vicende. Sarà un ostacolo per il cittadino che non potrà registrare e diffondere scandali politici, se privo di tesserino da giornalista. Il governo ci vuole imbavagliati. Ci vuole burattini mossi dai fili dell’insano potere. Ci vuole senza voce e senza pensiero. Ci vuole detenuti con le catene delle libertà. L’ennesima legge che tutela i privati a scapito del pubblico interesse.
La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.” Scriveva George Orwell.

E. D’E.

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