Meno distruzione più istruzione!

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“Cosa sogna?” :”Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda: “Mamma, che cosa era la guerra?”
Queste sono le parole di Eve Merriam scrittrice e poetessa americana del 20esimo secolo, vincitrice di un premio per l’eccellenza della poesia per i bambini che è stata sempre in prima linea per la rivendicazione dei loro diritti.
Purtroppo molti bambini di oggi, nel 2015, vivono ancora e conoscono in ogni suo aspetto, le sofferenze e le atrocità provocate dalla guerra.
Secondo i dati dell’Unicef, quasi 250 milioni di bambini vivono in Stati devastati dai conflitti e oltre 200.000 di loro hanno rischiato la vita quest’anno cercando rifugio in Europa.
Quasi 14 milioni di bambini e adolescenti in Siria, Iraq e in Afghanistan devono affrontare guerra, violenze e ingiustizie ogni giorno, alimentando l’attuale crisi europea di migranti e rifugiati.
Tra questi bambini vi è la piccola Yusan che a soli 3 anni, ha affrontato esperienze che nessun bambino dovrebbe vivere. Lei, la sorella maggiore e la madre Lucia sono fuggite della ceneri e devastazioni della guerra in Eritrea per cercare di trovare fortuna e futuro in Europa.
“In Eritrea è impossibile avere una vita normale. Non ha molta importanza in quale posto europeo finiremo. Qualunque paese sarà meglio del mio”. Queste sono le sue parole,esse fuggono da povertà, fame,violenze da un orizzonte “con un fine”. Dopo mesi di spostamenti, correndo enormi rischi, sono riuscite ad imbarcarsi su una nave insieme ad un’altra centinaia di persone per intraprendere un viaggio pericolosissimo verso le coste italiane. Intercettato dalla Guardia costiera libica, il barcone è stato riportato in Libia, dove ora Lucia con la piccola Yusan e la figlia maggiore è imprigionata.
Dal centro di detenzione in cui è stata imprigionata Lucia afferma: “Il mio sogno è garantire un’istruzione alle mie figlie, con un’istruzione potranno decidere per la loro vita. Per questo appena mi faranno uscire da questa prigione tenterò di nuovo di raggiungere l’Italia”.
Istruzione,secondo la madre di Yushan è la parola d’ordine per vivere una vita indipendente,per realizzare i propri sogni senza dover dipendere da nessuno.Proprio l’istruzione è uno dei punti cardine dell’iniziativa unicef “#INDIGNIAMOCI 
PER OGNI BAMBINO IN PERICOLO”, una raccolta firme organizzata dall’associazione per chiedere il 25 Dicembre al Governo italiano di fare la sua parte per questi bambini e adolescenti migranti e rifugiati.
Innanzitutto il rispetto dell’ascolto dei bambini e degli adolescenti, quando vengono prese delle decisioni che li
riguardano,delle strutture di accoglienza adatte per i bambini,accesso ai servizi ,alle cure mediche e all’istruzione, senza discriminazione alcuna,protezione da violenze, abusi e sfruttamento.
La certezza che nessun bambino e adolescente sia detenuto a causa del suo status legale o di quello dei sui genitori,
viaggi sicuri e visti umanitari per i bambini e le proprie famiglie, l’intensificazione delle operazioni di ricerca e
salvataggio.
Investendo maggiori fondi per i bambini migranti e rifugiati in Europa e un impegno per affrontare le cause alla radice
dell’enorme movimento di bambini migranti e rifugiati, intervenendo nei paesi d’origine.
Il punto è proprio questo, l’azione politica internazionale dovrebbe essere sempre più forte e concentrata per intervenire sulle
origini e sulle cause del fenomeno migratorio, in modo da prevenirne l’accrescimento in futuro.
Si dovrebbe lavorare sulle cause della crisi e della povertà nei paesi di origine degli immigrati e non essere complici della
loro distruzione. Che senso ha bombardare il territorio siriano, gremito di cittadini, donne e bambini innocenti, vittime del
terrorismo per una sorta di “vendetta”(parola utilizzata da Hollande subito dopo le stragi di Parigi)?
Si pensa di risolvere realmente così la lotta al terrorismo? Mietendo vittime innocenti con la scusa che vi è la possibilità che
diventino dei terroristi?
Piuttosto facciamo in modo che, questi bambini, non diventino i terroristi del domani,dando loro le ragioni per non fomentare
l’odio ma la pace attraverso il linguaggio della cultura e della moralità, attraverso l’istruzione e regalandoli
la possibilità di rialzarsi, inseguire i loro sogni e di realizzarsi.
Un esempio di questo specchio di vita è il terzino dell’Udinese Ali Adnan,che grazie a un grande sacrificio economico della
sua famiglia è riuscito a sbarcare in europa realizzando il proprio sogno.Oggi è il primo iracheno nella storia a giocare in
Serie A.
“ In iraq ci sono tanti ragazzi di talento che amano il calcio. Li vedi giocare per strada ma per loro è difficile arrivare alle
squadre di club per via della guerra.Ho perso molti amici in attacchi terroristici. Ho sempre paura,prima e dopo
ogni partita chiamo la mia famiglia perchè la situazione è molto pericolosa(..) Prego tutti giorni affinchè la pace possa
arrivare per tutte le persone e tutte le religioni.”
Proprio la patria di Adnan rappresenta l’immagine di un territorio travagliato dalla povertà,guerra e distruzione.
Incute molto timore il dato relativo all’anno scolastico appena terminato:circa 2milioni di bambini in tutta la nazione sono
esclusi dalla frequenza,altri 1.2 milioni sono a rischio abbandono e altre 5.300 scuole nel Paese sono inagibili poiché
distrutte, lesionate o utilizzate come rifugi per famiglie sfollate.
Come si potranno mai garantire i diritti umanitari se non si riesce a far valere quello più importante che riguarda lo
studio?
Investiamo sugli uomini del domani, solo la cultura può estirpare la violenza e questa specie di spirale d’odio che, se non siamo attenti, può coinvolgere tutti:uomini,donne e bambini di qualsiasi fascia di età.
”Meno distruzione,più istruzione” solo seguendo questo diktat potremo realizzare il sogno di Eve Merriam e i nostri figli ci chiederanno: “Mamma,papà cos’era la guerra?”

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