Loredana Capone su SNIM – Salone Nautico Brindisi

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“L’occasione di confronto di oggi é particolarmente importante in un momento di snodo della programmazione come questo. Il distretto della nautica pugliese é da tempo impegnato affinché il settore possa trovare nuove opportunità di sviluppo, e lo é in concerto con gli altri distretti. Ogni distretto ha il suo programma di intervento e renderli conciliabili non é affatto semplice.

La difficoltà di fare rete, purtroppo, oggi, é un problema tangibile. Ma la rete d’impresa é l’obiettivo su cui é indispensabile convergere per evitare una frammentazione di azioni tra piccole e medie imprese che oggi costituiscono il 98% del nostro tessuto imprenditoriale. Finalmente in Puglia ci avviamo verso un percorso di collaborazione. Su questo percorso, però, incide un tema importante ed é quello che riguarda gli strumenti atti ad agevolare le iniziative delle nostre imprese. Le conferenze dei servizi, ad esempio, nonostante siano nate per accelerare, rappresentano un grande freno. Si tratta di uno strumento complesso che si é dimostrato sinora purtroppo ancora inadeguato.

Se, infatti, è importante che le norme ci siano e siano fatte bene, é altrettanto importante che siano interpretate in maniera condivisa e che vi sia lo spirito per raggiungere il risultato, positivo o negativo che sia. Il problema della burocrazia oggi non é la puntigliosità bensì la difficoltà nel concludere i procedimenti.

Lo sviluppo dei nostri porti ha bisogno di un piano che sia condiviso all’interno delle autorità locali, un piano condiviso a livello nazionale. Nel disegno di legge nazionale oggi in cottura é previsto che ci sarà un piano nazionale dei trasporti e della logistica. Questo piano é indispensabile. Oggi, infatti, verifichiamo che le rotte commerciali che dovrebbero riguardare l’Italia non toccano i flussi commerciali che potrebbero passare dall’Italia. Le tre rotte più importanti, Europa orientale, Asia orientale e nord Africa, vedono porti non italiani con flussi commerciali giganteschi. In questo contesto la Regione sta cercando di agevolare i rapporti tra il porto di Bari, Brindisi e Taranto perché possano avere l’opportunità di integrare le proprie attivitá commerciali. Ma parlare di internazionalizzazione senza un coinvolgimento generale del livello nazionale sarebbe illusorio.

Abbiamo bisogno, dunque, di un piano nazionale che si riverberi sempre più delle attività dei porti locali.

La nautica in Puglia oggi conta 200 imprese attive e oltre 1300 addetti. Tutto questo può esprimere una potenzialità gigantesca se si realizzano gli obiettivi su Taranto e su Brindisi di un maggiore coinvolgimento delle attività manifatturiere e delle attività di servizi connesse con la logistica.

Siamo convinti che sull’obiettivo della nautica si possa fare ancora molto. E si può fare solo se l’attrazione degli incentivi mette in rete flussi commerciali, flussi turistici e attività produttive. Nella prossima programmazione comunitaria non é previsto un finanziamento per le infrastrutture, per le grandi opere. Nella prossima programmazione i primi quattro obiettivi tematici su cui sarà impegnato il 50% delle risorse complessive riguardano: ricerca innovazione, agenda digitale, competitività delle piccole e micro imprese, energia e reti. Se per la Puglia, dunque, sono previsti 5 miliardi di euro, 2,5 miliardi saranno destinati a questo. Sarà fondamentale, allora, orientarsi in modo che la stragrande maggioranza dei progetti si concentri sui servizi e a sostegno dell’azione delle piccole e micro imprese. Se non faremo così non riusciremo a spendere le risorse. Dobbiamo lavorare sodo e in sinergia per favorire l’innovazione delle imprese, l’innovazione dei processi produttivi, i servizi, le piattaforme telematiche, l’incontro tra la ricerca sui materiali e la possibilità di realizzare nuovi prodotti. Solo così potremo crescere ed essere sempre più competitivi”.

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