La diversità nella bellezza e la bellezza nella diversità.

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“Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo.” Questo è quello che scrive lo scrittore fiorentino Tiziano Terzani. Il concetto di bellezza è sempre stato un grande stereotipo nella società di ogni tempo; basti pensare ai greci che delinearono un prototipo della bellezza tramite degli studi prettamente matematici. Ma cos’è in realtà la bellezza? Poniamo questa domanda ad una bambina di 5 anni ed avremo come risposta :” la bellezza per me è la mia mamma!”. Purtroppo, però, questo non sarà sicuramente il pensiero di un qualsiasi adolescente che si trova a vivere in una società contaminata da personaggi che cercano di imporci una bellezza universale che non esiste! Tutto ciò che è considerato bello in Europa non è necessariamente ciò che piace, ad esempio in Asia o in qualsiasi altra parte del pianeta. Fortunatamente anche il mondo della moda si sta pian piano rendendo conto che la diversità colpisce molto di più dell’uniformità: stilisti, fotografi e artisti di ogni campo, prendono sempre più spesso in considerazione la donna con dei difetti, o meglio dei “particolari”. Si sta abbandonando la teoria della modella “perfetta” per dare spazio a qualcosa di nuovo, a qualcosa di diverso. Non è coincidenza che una delle modelle più richieste in questo momento sia proprio Winnie Harlow, meglio conosciuta come “ladybug”(coccinella).Protagonista di numerosi spot Mrs.Harlow colpisce e meraviglia piacevolmente chiunque la ammiri grazie alla particolare pelle che la contraddistingue. Ed è così che quello che era sempre stato considerato un difetto ed anche una causa di sofferenza diventa tutto ad un tratto un qualcosa che non può essere eguagliato e che rende, in questo caso la modella, un individuo unico e particolare nel suo genere, un individuo bello! Ma lei è solo una delle numerose figure che appaiono, ogni giorno di più, sulle copertine delle riviste più celebri che invitano, anche e soprattutto, chi credeva di essere imperfetto a rivalutare se stesso sotto ogni punto di vista. Si arriva a comprendere che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”, perciò può essere ovunque, tutti possiamo individuarla, e nessuno può contestarla perché rimane eternamente soggettiva. Purtroppo, nonostante questi evidenti segni di cambiamento, si sente ancora la necessità di dover cambiare per poter piacere ed essere accettati; questo accade, principalmente, durante la fase adolescenziale che vede un susseguirsi di mutamenti non sempre graditi. C’è chi sente troppo grasso o troppo magro, chi troppo alto o troppo basso e così via fino ad arrivare a trovarsi di fronte ad una massa tutta uguale che farebbe di tutto pur di omologarsi. Questo è uno degli atteggiamenti più sbagliati che si possano assumere. Se noi in prima persona, nel nostro piccolo, non siamo capaci di farci valere e rendere la nostra diversità un fonte di onore e non di sofferenza, come pretendiamo che la società cambi? Una canzone dice “ you are beautiful no matter what they say “ (sei bella non importa quello che gli altri dicono). Nessuno dovrebbe avere il diritto o tanto meno la voglia di contestare questa frase perché così come si può ritrovare la diversità nella bellezza allo stesso tempo si può affermare che c’è bellezza nella diversità.

 

M.M.

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