La condizione femminile.

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Nel XXI^ secolo la parità dei sessi è ancora un punto debole. Un dilemma irrisolto. Un tabù. Secoli di lotte, proteste, rivoluzioni non hanno eliminato totalmente le differenze. La concezione della donna come oggetto, come proprietà, come strumento di riproduzione risiede ancora nella mentalità e nella cultura soprattutto in quelle zone dove regna ancora il patriarcato, il sessismo, dove forte è la figura dell’uomo padrone. In alcuni paesi asiatici, si prevede la mutilazione degli organi genitali esterni come passo necessario per consacrare il passaggio dalla fanciullezza alla vita adulta in nome della tradizione. In Africa, Asia, Medio Oriente sono ancorati ad una visione della donna come cosa e non persona, assoggettata, schiacciata nei diritti, derubata della libertà, privata di essere padrona di se stessa, ritenuta incapace di scegliere e decidere. Fattori culturali ai quali, i fattori religiosi, contribuiscono ad accentuare pratiche fisiche, sociali e giuridiche disumane nei confronti delle donne. Accade che in Indonesia quattordici uomini e tre donne sono stati frustati in pubblico davanti alla moschea di Banda Aceh, come punizione per i reati sessuali e gioco d’azzardo. Donne accusate di aver fatto sesso fuori dal matrimonio e per questo, in ginocchio , attendono di essere frustate. Gli uomini vengono frustati in piedi. L’omosessualità, il gioco d’azzardo, il consumo di alcol vengono puniti con la fustigazione nella provincia di Aceh, che ha instaurato la legge della Sharia. Si, la legge. Una calciatrice iraniana non potrà giocare perché il marito non le da il passaporto. La prossima settimana la nazionale femminile di calcio a 5 dell’Iran giocherà in Malesia la coppa d’Asia senza la sua capitana, Niloufar Ardalan. Il motivo è che Ardalan non ha il passaporto per viaggiare perché suo marito si è rifiutato di firmarle i documenti per il rinnovo. Secondo la legge (si, sempre per legge) iraniana il marito ha il diritto di impedire alla moglie di lasciare il paese. La Coppa D’Asia si giocherà dal 21 al 26 settembre senza la sua capitana. Esclusione della donna dalla vita. Spinta ai margini della società in cui non le è concesso accedere senza permesso.

No alle diversità. No alla discriminazione sociale. Bisogna combattere l’ignoranza, l’oblio e il disprezzo dei diritti della donna con le armi della cultura e della sapienza.

E. D’E.

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