Immigrazione. L’UE poggi le mani sulla sua coscienza.

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Che L’Italia non sia in grado di affrontare le inarrestabili ondate migratorie, un vero e proprio esodo al quale stiamo assistendo con maggiore frequenza ormai da mesi, è indubbio. Privi di un’adeguata politica di accoglienza, di strutture volte a fronteggiare il problema e porre soluzioni adeguate alla realtà che prepotente si impone davanti ai nostri occhi ma soprattutto siede con pieno peso sulle nostre coscienze, l’Italia è sola. Sola nell’unione di una Europa che sembra avere abbandonato la propria originaria funzione. Sola nell’unione di Stati che perde tempo e umanità giocando al ‘lancio del barile’, a chi meglio scarica le proprie colpe e responsabilità sugli altri membri. Senza accordi, senza spirito di cooperazione (pilastro teorico dell’Unione Europea), senza reciproco sostegno, la questione immigrazione diventerà ulteriormente e pericolosamente ingestibile. Assistiamo ogni giorno a continui sbarchi lungo le nostre coste, a continue e disumane tragedie. Morti, feriti e dispersi. Il mare, quel mare che ci bagna di azzurro, di sogni e di splendore è diventato un cimitero. Un cimitero non per ‘gli altri’ bensì per noi, per quelle persone che costituiscono l’umanità di cui tutti facciamo parte. Aprire le frontiere, tendere una mano, significa salvarci. Abbattere i confini geografici e mentali è il primo passo verso il riconoscimento di sé nell’altro. Verso la condivisione, la comprensione e verso quella capacità empatica che da troppo tempo abbiamo perso. L’Ungheria, che dimentica la sua storia, continua con ostilità a portare avanti la sua battaglia contro l’immigrazione. Oggi è entrato in vigore la nuova legge che prevede l’arresto per chiunque tenti di entrare illegalmente nel Paese. Blinda le frontiere l’Ungheria che spacca l’Europa sui 120mila profughi da ricollocare. Non solo. Oltre al problema delle barriere all’interno degli Stati, a caratteri cubitali è emerso anche che il trattato di Schengen (si può definire come una cooperazione rafforzata all’interno dell’UE. Firmato nel 1985 a Schengen, Francia e Germania eliminavano i controlli delle persone alle frontiere introducendo un regime di libera circolazione per i cittadini) è a rischio. Se dovesse accadere le conseguenze sarebbero dannose causando un effetto domino letteralmente distruttivo. E’ fondamentale che l’Unione ripristini la sua funzione e che recuperi il simbolo di solidarietà e assistenza e che crei delle situazioni volte a favorire il dialogo e la comprensione. Noi siamo cittadini del Mondo.

E. D’E.

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