Il dizionario Oxford sceglie un’emoji come parola dell’anno 2015.

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Grande stupore e sorpresa per il verdetto del celebre dizionario britannico Oxford che, come ogni anno, anche nel 2015 ha annunciato la parola dell’anno. Per la prima volta, a vincere non è stata una parola, come ci si aspettava, bensì un’emoji o emoticon oppure smile. Vincitrice è stata una delle innumerevoli emoji che riproducono le espressioni facciali umane che esprimono un’emozione. Quotidianamente ci avvaliamo delle simpatiche faccine per riempire e colorare le nostre corrispondenze. Presenti nelle chat, nelle App (vedi Whats’App), nei tradizionali messaggi di testo , le emoticon sono parte integrante della nostra ‘scrittura’ e del nostro, potremmo definirlo, gergo dato che ogni generazione sviluppa delle sue varietà di linguaggio. Un altro tipo di comunicazione, rapida, immediata, intuitiva e prettamente visiva, vince sull’alfabeto.
La “faccina con le lacrime di gioia”, utilizzata per sottolineare una risata a crepapelle, uno stato d’animo gioioso e divertito è la parola incoronata del 2015. L’emoji ha vinto contro diverse parole in voga in questi mesi, da «rifugiato» a «Brexit» (l’uscita del Regno Unito dall’Ue), da «economia condivisa» a «ad blocker», quei software che consentono di non visualizzare le pubblicità nelle pagine web e che stanno mandando in crisi le entrate pubblicitarie dei siti internet. Per giungere ad una decisione, la Oxford University Press, casa editrice dell’omonima università che pubblica i dizionari, ha lavorato con la società hi-tech SwiftKey, con l’obiettivo di scoprire quali sono le emoji più usate al mondo. La faccina che piange di gioia risulta essere quella che ha riscosso più successo a livello globale; rappresenta il 20% di tutte le emoji inviate dai britannici e il 17% di quelle digitate dagli statunitensi, con una crescita sul 2014 del 4% e 9% rispettivamente.

Elena D’Ettorre

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