Fini attacca la Meloni “Una ragazzina ingrata”

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GIANFRANCO FINI ROMA 27-11-2015 UNIVERSITA DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI. CONVEGNO IO HO PAURA . POLITICA, CONVEGNO

L’ex Presidente della Camera, intervistato a Radio Cusano attacca la leader di FdI: “Al di là dell’ingratitudine, la Meloni poteva allargare i confini della destra e invece coltiva l’orticello di Fdi”

Gianfranco Fini attacca Giorgia Meloni. La vicenda della candidatura di Bertolaso a Roma e la spaccatura del centrodestra romano continuano a provocare scontri.

“La Meloni è una ragazzina che si è montata la testa – dice Gianfranco Fini a Radio Cusano Campus. Il motivo di tanto astio contro la leader di FdI è dovuta alle dichiarazioni della Meloni sui 21 transfughi FdI che hanno ” scelto di seguire Gianni Alemanno nel suo nuovo partitino con Gianfranco Fini e che vogliono trascinare nel baratro insieme a loro tutto quello che è sopravvissuto della destra italiana”.

“Sono dichiarazioni che non meritano neanche di essere commentate”, dice Fini. Poi avverte la Meloni: “Si ricordi in ragione di quali scelte è arrivata a fare il ministro? Al di là dell’ingratitudine, la Meloni poteva allargare i confini della destra e invece coltiva l’orticello di Fdi. Ha litigato con Alemanno, detesta Storace: se ha bisogno dello spauracchio del vecchio nemico faccia pure, ma è ridicola”. Quanto al passo indietro della Meloni sulla candidatura, “è stata molto responsabile quando ha detto che affrontare la campagna elettorale al settimo mese di gravidanza non era il massimo”. Poi la bordata conclusiva: “Se non fosse stata in quella condizione e si fosse candidata, avrei letto il programma prima di dire se l’avrei votata o no”.

L’ex presidente della Camera è intervenuto anche sulla candidatura di Bertolaso a sindaco di Roma: “È impazzita la maionese. I tre cuochi non riescono più a portare in tavola un piatto decente. Finchè il centrodestra aveva il vento in poppa era semplice sedersi attorno a un tavolo e scegliere tra una gamma di candidati credibili. Oggi non è più così, ci sono tanti elettori che non votano più centrodestra. Salvini, Berlusconi e Meloni però tornano a sedersi ad Arcore per decidere, senza capire che i tempi sono cambiati. Sempre di più si ricorre a conigli tirati fuori dal cilindro. Bertolaso, come Parisi, è persona rispettabile, ma non c’è più la capacità dei partiti di scegliere la classe dirigente. Bertolaso può raccogliere consensi in maniera trasversale, perchè come Marchini è un candidato civico. Entrambi potrebbero essere candidati anche per il centrosinistra. Se si vuole interpretare l’elettorato di centrodestra e poi si dice di aver votato sempre per Rutelli, si dice che i rom sono una categoria protetta, è chiaro che si sta su un altro pianeta”.

IlGiornale

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