Ferrovie del Sud Est:una crisi senza fermate

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“Mamma oggi non vado a scuola che il pullman non è passato”. Questa affermazione, che all’apparenza potrebbe sembrare un classico pretesto utilizzato dai ragazzi per saltare una giornata scolastica, è invece l’infelice realtà di milioni di studenti e lavoratori del mezzogiorno pugliese, in particolare dei comuni di Bari, Taranto, Brindisi e Lecce.
La maggior azienda di trasporto pubblico operante nella regione Puglia, sono le Ferrovie del Sud Est che uniscono il capoluogo della Regione, Bari e gran parte della sua provincia, alle provincie di Brindisi, Lecce e Taranto, costituendo così, un esteso tessuto di comunicazione, completato dal servizio di trasporto pubblico con il vettore automobilistico, a servizio di oltre 130 comuni, da Bari fino a Gagliano del Capo.
Negli ultimi anni le Ferrovie Sud Est, gestite per circa vent’anni dagli stessi menager, sono state investite da numerosi scandali, non solo dal punto di vista del servizio offerto agli abbonati, ma soprattutto di carattere economico. I numeri sono tragici, si parla infatti di 311 milioni di euro di debiti (tra i quali dovrebbero essere sommati i soldi del Tfr scomparsi), circa 1300 dipendenti che rischiano il posto e circa 1400 contenziosi del lavoro che, se si rivelassero sfavorevoli, aggraverebbero ulteriormente sulle casse dell’azienda pubblica.
Continuando a parlare di numeri, praticamente un sesto del parco macchine disponibile non può essere utilizzato poiché non pienamente funzionante. Ovviamente non ci vuole molto a capire che, minori sono i mezzi disponibili, minore è il servizio offerto ai propri utenti, ma è ancor più grave quando si mettono a disposizione alcuni pullman ad alto rischio avaria, ed è proprio quello che sta accadendo negli ultimi mesi nelle strade dei comuni pugliesi.
Un esempio è la testimonianza di una mamma di Avetrana, che racconta l’esperienza della figlia, passeggera del pullman poi andato a fuoco. “Una mattina, mia figlia ha preso la corsa per andare a scuola. I suoi compagni, dai sedili posteriori, hanno avvertito l’autista: qualcosa non andava. Dalle prese d’aria, all’altezza delle ruote, usciva fumo. Scena da incubo. Il conducente ha subito aperto gli sportelli, gli studenti hanno abbandonato il mezzo. Malgrado il fuoco divampasse, l’uomo è rientrato a suo rischio e pericolo per controllare che nessuno fosse rimasto nella vettura”.
Non è concepibile che, al giorno d’oggi, una normale tratta quotidiana per raggiungere scuola si possa trasformare in tragedia, le avarie ai mezzi non sono di certo una novità ma ormai avvengono quotidianamente e con troppa regolarità.
Intanto sulla gestione delle Ferrovie del Sud Est indagano la Corte dei conti e le procure di Firenze e Lecce, sotto la lente d’ingrandimento in particolare ci sono le spese dirigenziali e le parcelle elevatissime.
Il ministro delle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, ha firmato un emendamento alla legge di stabilità, disponendo le nomine del commissario Andrea Viero e di due subcommissari: Domenico Mariani e Angelo Mautone. Il commissario Viero ad una prima analisi ha affermato: “Conti alla mano, la situazione è disastrosa. L’unica possibilità è l’amministrazione straordinaria.”
Questo organismo resterà in carica un anno, al termine del quale la società potrebbe essere trasferita alla Regione a condizione che la ricognizione dei debiti porti con se anche il loro azzeramento, così come chiesto dalla regione.
Si punta ad pareggio di bilancio già nel 2016, certamente non un obbiettivo semplice da raggiungere vista la situazione ma lo Stato, con il nuovo emendamento, ha già disposto 70 milioni a fondo perduto dei quali 50 servirebbero per l’immediato per non far affondare l’Ente inoltre sono stati erogati 17.5 milioni di euro sbloccati dal Ministero delle infrastrutture e trasporti del contributo d’esercizio del 2014.
La regione come affermato in precedenza, vorrebbe acquisire l’azienda senza debiti ma ne vale la pena salvare le FSE invece che cederla ai privati? Intanto il ruolo del nuovo consiglio è quello di proporre un piano industriale per il rilancio effettivo dell’azienda, controllare gli sprechi e redigere una relazione pubblica sulle cause del dissesto.
Che dire, cittadini, studenti e lavoratori pugliesi sperano che in questo 2016, si possa perlomeno migliorare l’attuale situazione della maggiore compagnia dei trasporti pugliese e raggiungere i propri posti di lavoro senza problemi.

Dati delle fonti:Fatto quotidiano, giornale.it di Emanuela Carucci

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