Etruria, la nuova lista dei vip truffati arrivano altre multe per papà Boschi. Spunta pure la famiglia di Renzi

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Gli ispettori di Bankitalia si sono concentrati su un conto corrente di Banca Etruria che si chiama “ominibus” su cui sono entrati e usciti milioni di euro senza che nessuno vigilasse. Secondo la Finanza, riportaRepubblica, questo conto sarebbe il frutto di una maxiu truffa, di riciclaggio e di attività finanziaria abusiva. Questa storia, spiega Repubblica, è scritta in un’ ordinanza di perquisizione del Nucleo Valutario della guardia di finanza risalente a due anni fa nei confronti di una società fiduciaria di broker, la Auditors di Roma, che gestiva patrimoni privati. I dirigenti della Auditors sono finiti tutti a processo per aver truffato centinaia di clienti proponendo investimenti facili e altamente remunerativi, coperti usando soldi di altri clienti. . Tra i truffati ci sono anche diversi personaggi noti, tra cui Jacopo Gassman, il figlio di Vittorio Gassman, che aveva investito 850mila euro, il figlio del regista e sceneggiatore Luciano Salce, il direttore del centro di formazione Elis del Vaticano Massimo Fontata Gribodo (1,5 milioni persi). Renato Zero e il duca Giulio Grazioli che ha investito 24 milioni di euro, entrambi però non ci hanno rimesso niente. Tutto questo flusso enorme di denaro è passato dal 2008 in poi, indisturbato, su un unico conto corrente: il numero 133-200-7 acceso all’ agenzia 15 di Roma della Popolare dell’ Etruria e del Lazio. Secondo quanto scrive la Gdf: “Gli accertamenti hanno consentito di appurare un danno patrimoniale per i clienti e per la società Auditors consistenti nella dispersione di una somma complessiva non inferiore a 49,2 milioni di euro, causando il dissesto della società e l’ insolvenza della stessa”.

Papà Boschi – Intanto arrivano nuove multe per papà Boschi e altre 27 persone tra cui consiglieri, sindaci e manager di Banca Etruria. Sono i destinatari del procedimento sanzionatorio di Bankitalia, che contesta una lunga serie di violazioni emerse nel corso dell’ ultima ispezione sull’ istituto che poi ha portato al commissariamento della banca nel febbraio scorso. Le posizioni che emergono come più gravi per numero di contestazioni sono quelle di otto consiglieri presenti sia nel consiglio in carica fino al maggio del 2014 che nel cda successivo, poi sciolto per decisione del ministero dell’ Economia. Tra questi, asLorenzo Rosi e di Pierluigi Bosch  all’ 11 febbraio 2015 erano rispettivamente presidente e vicepresidente della banca. el verbale ispettivo, già noto, emerge il ruolo di Rosi, che nel maggio 2014 aveva richiamato in consiglio, per motivare il suo «no» a Vicenza, i «valori aziendali» e la difesa di «radicamento territoriale, marchi, personale e autonomia della banca». Il procedimento sanzionatorio è giunto quasi al termine. Nei giorni scorsi si è chiusa la fase delle controdeduzioni dei 28 consiglieri e manager e gli uffici di Bankitalia hanno due mesi per formulare le loro proposte al direttorio, che dovrà esprimersi entro il 15 marzo.

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fonte Liberoquotidiano

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