Ecco il piano della Merkel per portarci al fallimento

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La Germania è favorevole a un default dell’Italia. La ristrutturazione dell’immane debito pubblico da oltre 2.200 miliardi di euro eviterebbe ai tedeschi di dover pagare i costi di un eventuale salvataggio di Roma.

La cancelliera Merkel, sin dagli albori della crisi del 2011, ha sempre cercato di commissariarci. Di recente è tornata alla carica, infastidita dalle polemiche di Renzi sullo strapotere germanico. «L’Italia ha tutte le carte in regola per ottenere le clausole di flessibilità», ha ripetuto ieri il ministro Padoan dopo le accuse dell’Eurogruppo alla legge di Stabilità.Il fil rouge che lega economia e geopolitica è rappresentato dalla questione bancaria. Il nostro presidente del Consiglio, colpevolmente assente al momento di trattare sulle nuove regole europee per i salvataggi bancari, si è accorto a proprio spese che il bail in è un massacro per i risparmiatori. Svegliatosi dal letargo, Renzi ha cercato di salvare il salvabile ma a Bruxelles i tedeschi hanno fatto muro. Respingendo al mittente anche le richieste di una garanzia comunitaria sui depositi delle banche dell’area euro, visto che con le nuove regole anche i detentori di bond e di conti correnti sopra i 100mila euro non sono più al sicuro.Berlino se ne frega. Già da tempo il potente ministro delle Finanze Schäuble ha preparato il dossier «Sviluppo dell’unione economica e monetaria» che prevede automaticamente la ristrutturazione del debito, cioè il default, per i Paesi che chiedono aiuto all’Esm, il fondo salva-Stati. La bozza prevede, inoltre, di sganciare i titoli sovrani di Eurolandia dal paniere degli investimenti «non rischiosi» perché emessi dagli Stati, consentendo alle banche di liberarsi di questi investimenti.L’Italia non ha una crisi di debito perché, anche grazie alla liquidità della Bce e ai tassi bassi, il fardello è sostenibile. Ma c’è una «questione banche»: il bail in non tutela il risparmio e gli istituti sono gravati da 200 miliardi di crediti dubbi. Nell’intervista al Corriere il consigliere di Merkel, Feld, suggeriva di chiedere aiuto all’Esm per ricapitalizzare le banche. Bella forza! È proprio la Germania a porre il veto sia sulla garanzia europea dei risparmi sia sulla bad bank italiana che, con una fideiussione pubblica, rileverebbe le sofferenze rimettendo in moto l’economia. Ora sappiamo perché: se la proposta tedesca fosse approvata in sede Ue, l’Italia – per aiutare le banche – dovrebbe fare default.Il «patriota» Renzi ha compreso solo alla fine il trappolone di madama Merkel. E all’ultimo Consiglio europeo ha denunciato le manovre. La denuncia ci costerà ritorsioni (la prima è stata l’estromissione dell’unico italiano dal gabinetto Juncker). Oltre alle banche, infatti, c’è il capitolo immigrati-rifugiati. L’Italia ha prestato assistenza ed è stata infinocchiata sia sulla ricollocazione dei migranti quanto sull’apertura di una procedura d’infrazione per non aver rilevato le impronte digitali. La sospensione di Schengen da parte di alcuni Paesi prefigura lo scenario futuribile: un «Libano 2».Rilevante pure la questione russa. Anche qui Renzi è stato turlupinato da Berlino. Prima è stato costretto ad allinearsi alle sanzioni contro Mosca per la questione ucraina e poi ha dovuto rinunciare al gasdotto South Stream, progetto che coinvolgeva Eni e Saipem con Gazprom. Peccato che Merkel abbia fatto il doppio gioco con Putin accordandosi per il raddoppio del gasdotto North Stream che serve la Germania. Così Renzi ha bloccato il rinnovo delle sanzioni Ue alla Russia, facendo i nostri interessi. Ieri è stato il primo leader G8 a telefonare a Putin nel 2016 riaprendo il dossier energia. L’ira di Angela potrebbe costargli cara, visto quello che è successo a Berlusconi.

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fonte: IlGiornale

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