Driin- Driin. Risvegliamo le nostre coscienze.

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Abbiamo perso l’umanità. L’inizio della crisi economica, la disoccupazione, l’aumento della povertà ci ha reso egoisti. Noncuranti ‘degli altri’ ci siamo lasciati schiacciare dal menefreghismo. In questa corsa ai ripari abbiamo perso lo spirito di unione. Solidarietà. Comprensione. Spogliati di diritti e sentimenti abbiamo accettato una realtà soffocante. Ma, lo sappiamo, non bisogna ‘fare di tutta un’erba, un fascio’. Esistono ancora persone che nei momenti difficili, come questo che ci ritroviamo ad affrontare, hanno fatto del sentimento comune un punto di forza. Hanno scommesso sulla vittoria dell’unione e non sulla divisione. Un panificio di Taranto, ogni sera, invece di buttare via l’invenduto lo regala a chi ne ha bisogno. Un giovane barbiere di Treviso, un lunedì al mese invece di chiudere, riapre, e fa i capelli gratis ai clochard. Da Sud a Nord senza divieto di umanità, con la consapevolezza che non tutto il male viene per nuocere e non tutto il virtuale è vuoto. Si, perché del pane gratis a Taranto, l’Italia è venuta a conoscenza non attraverso giornali blasonati ma grazie a Twitter e a Facebook. E’ necessario riuscire a capire che ognuno nel suo piccolo può contribuire a fare tanto, che anziché riempire i cassonetti della spazzatura possiamo riempire le tavole, che anziché gettarli, vestiti e abiti possiamo donarli e che, come diceva John Nash, quello di A Beautiful Mind, ‘vince il singolo se vince il gruppo’. I nostri portafogli saranno anche vuoti, i nostri conti in banca in rosso e il nostro reddito basso, ma non possiamo venderci l’unica cosa che nessuno può sottrarci, un cuore rosso porpora. Non possiamo evitare di passarci una mano sulla coscienza solo perché, il tempo è denaro, e va impiegato in attività proficue. Non possiamo evitare di risparmiare energie perché i pensieri costano fatica. Combattere la visione di una società individualista, si può. Riprendiamo a sentire. Sentire il bisogno di tendere una mano a chi quotidianamente si arrangia, a chi è affondato nella disperazione, a chi vive nel disagio di una vita di stenti. Restiamo umani. Uniti. Vicini. Restiamo vivi.

E. D’E. 

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