Disabili VS Società. L’intramontabile ineguaglianza.

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‘Io non carico carrozzelle’ – sono state queste le parole di un tassista torinese nei confronti  di Luca Pancalli, presidente del Comitato paraolimpico italiano. Un rifiuto netto. Il rifiuto vergognoso di un passaggio a un uomo su una sedia a rotelle. Ma la discriminazione nei confronti dei disabili, lo ricordiamo, accade quotidianamente. Assistiamo, ogni giorno,  a disagi, disservizi, impossibilità e impreparazione delle nostre città che non integrano pienamente i disabili nella società. Vengono considerati una categoria della quale ci si può occupare ‘poi’, ‘dopo’. L’ultimo punto in agenda. Pullman urbani privi di rampe per le carrozzelle, sedi pubbliche con scalinate imperiali senza accesso alternativo, strutture alberghiere inadatte ad ospitare disabili. Un segno di inciviltà, arretratezza sociale e culturale. Il dilemma della disabilità è un allarme che dovrebbe risuonare come un eco. Come un urlo lanciato nel Grand Canyon. E’ inaccettabile che non si pensi a delle soluzioni per rendere vivibile la vita di questa persone. Non per pietismo, non per dispiacere bensì per l’uguaglianza. Per la parità dei diritti, per l’abolizioni delle discriminazioni e delle differenze. In nome di una società migliore, più equa, più giusta.

E se vittima dell’episodio fosse stato un comune cittadino, la notizia, avrebbe suscitato la stessa indignazione?
Dinnanzi alle ingiustizie siamo tutti uguali. Ricordiamocene.

E. D’E. 

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