Digital Tax. Necessaria e doverosa.

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Il problema dell’inadeguato pagamento delle tasse da parte delle multinazionali è presente ormai ovunque. Se ne discute da tempo in Europa. Il tema della fiscalità nell’economia digitale fu oggetto di discussione già nell’autunno 2013, in occasione della proposta di soluzione avanzata dal presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Francesco Boccia. L’argomento è ritornato alla ribalta, soprattutto in una Italia assetata di prelievi. Come medico pronto per salassare. Impaziente di fare cassa. Anni fa, all’idea di tassare o meno le multinazionali, si accendevano fuochi e focolai tra gli Stati membri dell’UE. Irlanda, Lussemburgo e Olanda, sfruttando il contrasto fra gli Stati, hanno attuato piani di incentivi per invogliare le multinazionali a spostare la sede delle operazioni continentali sui loro territori in cambio di protezione contro le richieste fiscali. Corsa sfrenata all’accaparramento, ostacolando l’unanimità che l’UE dovrebbe raggiungere in merito alla questione. Da più parti, infatti, sono sorte pressioni verso l’Europa perché rompesse gli indugi. La crisi economica impone ragioni di equità e risulta inammissibile che miliardi o addirittura decine di miliardi di euro prodotti in ciascun Paese europeo, non vengano tassati. Le aziende nel mirino non sono solo gli Over-The-Top (Apple, Facebook, Google, Amazon) bensì anche i grandi colossi dell’informatica o dell’area delle società venditrici di apparati e tecnologie (come la manutenzione o la formazione). La UE deve porre fine alle asimmetrie fiscali, perchè le imprese nazionali che pagano regolarmente le tasse nel proprio Paese di appartenenza, subiscono uno svantaggio competitivo enorme. Sono costrette a competere sul mercato con prezzi allettanti rispetto a quelli dei concorrenti che raggirano le tasse, e in più, i loro profitti vengono tassati a norma di legge a differenza di quelli prodotti dalle società che portano le risorse altrove senza investire denaro nel Paese in cui operano. E’ improponibile utilizzare due pesi e due misure, pensando a due distinte normative, una per la vecchia economia e una per quella digitale. Occorre creare una norma adeguata per ambedue.
L’Europa e l’Italia devono risolvere velocemente la questione della fiscalità equa. In un periodo i n cui, soprattutto in Italia (Paese con la più alta percentuale di tasse) i prelievi ricadono su piccole e medie imprese, sull’artigianato, sulle pensioni e su altri settori e servizi dell’economia, è doveroso per equità e giustizia sociale imporre una pressione fiscale anche a quelle aziende digitali che ‘prendono senza dare’.

E.D’E.

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