Colonia, estremisti in piazza: fermati solo quelli di destra

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Il sabato di manifestazioni a Colonia ha messo in evidenza l’incoerenza della politica tedesca, l’eccessivo traballare della Merkel e il tardivo risveglio delle sinistre.

Oltre, ovviamente, allo storico senso di colpa tedesco, ereditato dal periodo nazista, per cui un movimemto di destra non può mai aver ragione. Anche quando è evidente l’abbia. Essere accusati di razzismo, per i tedeschi e le autorità di Berlino, è la cosa più grave che possa accadere. Ne hanno paura. E il modo in cui hanno gestito la notte di San Silvestro, le polemiche successive, le indagini e le manifestazioni di oggi lo dimostrano: pugno duro solo contro il corteo anti-immigrazione.

Pegida, il partito ogni lunedì manifesta “contro l’invasione”, grida al vento da mesi il pericolo di aprire le porte della Germania (e dell’Europa) agli immigrati senza alcun limite o regolamentazione. Ma sono rimasti inascoltati. Anzi. Sono stati messi all’angolo, accusati di fascismo e razzismo. Al di là di ogni eventuale eccesso xenofobo, i mille migranti che hanno messo le mani adosso alle giovani tedesche hanno dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che un fondo di verità nei messaggi di Pegida ci fosse.

“Siete razzisti”, urlava la sinistra indignata. Che nella notte di Capodanno è stata svegliata dalla secchiata d’acqua gelata della realtà dei fatti. Quei migranti che hanno difeso a spada tratta si sono macchiati del delitto tra i delitti, quello contro le donne. Quello che la sinistra femminista considera il più becero dei crimini. Si sono svegliate solo ora e sono scese in piazza. Presidiano le scale del duomo di Colonia inneggiando alla difesa della donna. Ma perché in passato non hanno alzato la mano, per dire che prima di consegnare permessi di soggiorno a chiunque sarebbe stato necessario chiedere il rispetto delle regole? Perché non hanno preteso una azione governativa per “educare” questi individui al rispetto della donna, così come avviene nel mondo occidentale? Tra loro anche i gruppi anti-razzisti, che pur di negare l’evidenza attaccano la destra, accusandola di voler strumentalizzare le violenze.

Dall’altra parte della barricata c’era Pegida, abbiamo detto. È scesa in piazza, ma la manifestazione è stata bloccata. Il tiro di petardi contro la polizia – gesto deprecabile e da condannare – ha lasciato lo spazio sufficiente alle autorità per chiudere anticipatamente il raduno. E così, invece di assicurare la sicurezza alle ragazze tedesce violentate, se l’è presa con Pegida. Usando gli idranti per disperdere i manifestanti.

Capitolo a parte, infine, la gestione della polizia tedesca. Il primo gennaio era impreparata a gestire la situazione. Gli immigrati hanno potuto fare quello che volevano, circondare le donne, mettere le mani sui solo seni e tra le gambe, violentarle. Oggi, invece, sono stati prontissimi a ricacciare indietro i “fascisti” di Pegida. L’ultima dimostrazione del caos in cui è caduta la politica tedesca. Che pochi mesi fa si era unita tutta intorno al grido della cancelliera Merkel: “Dobbiamo aiutare i profughi”. Poi il sogno si è rivelato un incubo.

E il risveglio ha evidenziato le incoerenze del bunismo tedesco.

IlGiornale

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