Chiusura domenicale Centri Commerciali? Opinabile iniziativa del Governo

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Avv. Enrico Pellegrini

La Corte Costituzionale, con sentenza del 2017, bocciava la legge regionale friulana che imponeva la chiusura degli esercizi commerciali nei giorni di Natale, Capodanno, Pasqua e altri festivi. La Consulta si basava sulla riserva per lo Stato di decidere, riguardo al principio di concorrenza, in virtù dell’articolo 117 della Costituzione. La legge nazionale vigente, del 2011, pone infatti le aperture possibili anche nei festivi, quale elemento-cardine del principio di concorrenza e di sviluppo delle potenzialità del mercato, oltre all’attenzione nei confronti dei consumatori.

Tale ultimo principio è richiamato proprio nella sentenza della Consulta la quale interpreta autenticamente le esigenze della popolazione.

L’ipotesi avanzata da un ministro in carica, di chiusure domenicali, è proprio al contrario del rispetto del principio di concorrenza, laddove si consideri che la rete telematica consente ai venditori e in particolare ai grandi gruppi della distribuzione online, di ricevere ordini 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Inoltre ai piccoli esercizi commerciali la concorrenza sleale non arriva certo da catene di distribuzione commerciale impegnate con sedi fisicamente a contatto con l’utenza: arriva appunto dalle multinazionali del commercio online e, nelle realtà che ci interessano più direttamente, da esercizi commerciali aperti e gestiti da commercianti stranieri, per lo più asiatici, con personale di quelle stesse nazionalità e con tutele sindacali per quei lavoratori tutte da verificare, se non inesistenti. La concorrenza sleale arriva dagli esercenti che non pagano con regolarità il personale. Non da chi è impegnato per la riuscita del giusto profitto dall’attività di distribuzione, anche grande distribuzione. Che è fatta di vendita di prodotti commerciali, reali, mentre il vero obiettivo delle grandi catene online, non si esclude essere la vendita di dati delle persone. Per 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Pertanto, motivi di legge, di carattere sociale e di scelte politiche, rendono per lo meno opinabile la prospettata iniziativa governativa.

Avv. Enrico Pellegrini
(diritto amministrativo)
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