Addio a Mario Pirani, tra i fondatori di “Repubblica”

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E’ scomparso all’età di 89 anni il decano del giornalismo italiano Mario Pirani. Firma storica del quotidiano “Repubblica”, dopo le esperienze con Pattuglia e Il Giorno. Legato al Partito Comunista Italiano e funzionario dell’Eni, fu anche direttore de “L’Europeo” dal 1979 al 1980, succedendo a Giovanni Valentini, e fu anche incaricato di dirigere “Amministrazione civile”. Nel 1995 ha vinto il Premiolino. Del giornale di Eugenio Scalfari fu tra i fondatori, nel gennaio 1976, insieme a Gianni Rocca, Giorgio Bocca, Sandro Viola, Miriam Mafai, Barbara Spinelli, Natalia Aspesi e Giuseppe Turani. Ha scritto anche diverse opere, l’ultima risale al 2010: “Poteva andare peggio. Mezzo secolo di ragionevoli illusioni”. Nel 2013 un suo testo fu utilizzato come traccia per l’esame di maturità: “Stato, mercato e democrazia” il tema sottoposto agli studenti.

Domani camera ardente presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio dalle 9 alle 19. I funerali si terranno lunedì 20 aprile, alle ore 11, nel tempio ebraico del cimitero israelitico di Prima Porta.

La notizia <<colpisce e addolora profondamente>> il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha dichiarato <<eravamo legati da un’amicizia antica e resistente ad ogni difficoltà o momentanea incomprensione>>.

Lo ricorda come <<illuste cittadino romano>> Ignazio Marino,  il sindaco della Capitale, città per la quale Pirani <<ha avuto sempre grande attenzione e infinito amore>>. <<Con la scomparsa di Mario Pirani – ha sottolineato Marino in una nota stampa – l’Italia perde un uomo di grande saggezza ed equilibrio. Una voce che non ha mai avuto il timore di esprimere le proprie opinioni con convinzione, anche quando erano scomode e non in linea con l’opinione pubblica predominante. A sua moglie e alla sua famiglia esprimo oggi il mio più sincero cordoglio. A Mario, che conoscevo da tanti anni, mi legava una amicizia solida e un grande rispetto>>.

<<Ma che giornalista era Mario? Era molto attento ai lettori. Sembra una cosa ovvia per un giornalista ma non lo è, lui era quasi ossessionato dal rispetto per i lettori, per le persone dei lettori e per la loro intelligenza. Ogni loro lettera meritava una risposta, ogni banalità andava loro risparmiata. Era brusco e aveva pazienza, era riservato e comunicava. Insegnava. Era uno strano tipo di comunista, assai laico, sostenitore del ruolo dell’impresa, della sua importanza nel sistema, rispettoso del sindacato ma molto critico quando aveva comportamenti distruttivi>>. Queste alcune delle parole spese in memoria di Pirani oggi su Repubblica, nell’articolo a firma di Marco Panara.

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