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VALFURVA

Valfurva, morto l’alpinista precipitato oggi

Valfurva, morto l'alpinista precipitato oggi © ULTIMISSIME leggi

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Siria, 50 uccisi in raid anti-Isis

Siria, 50 uccisi in raid anti-Isis © ULTIMISSIME leggi

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Rissa al bar, 16enne ucciso a coltellate. Trovato l’aggressore

Rissa al bar, 16enne ucciso a coltellate. Trovato l'aggressore © ULTIMISSIME leggi

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Royal Baby – La diretta dalla Lindo Wing

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Ecco la devastazione dei No-Expo. Renzi: “Quattro teppistelli non rovineranno la festa” – Guarda il video

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Il giorno dopo gli scontri di Milano, Matteo Renzi bolla come teppistelli i black bloc che hanno messo a ferro e fuoco la citta. “Gli italiani sanno benissimo da che parte stare: hanno sciupato la festa? Hanno cercato di rovinarcela. Ma quattro teppistelli figli di papà non riusciranno a rovinare Expo. E Milano è molto più forte come spirito e determinazione di quello che questi signori pensano”.

Intanto i milanesi si sono rimboccati le maniche: cittadini, personale e mezzi del Comune avevano iniziato i primi lavori di ripristino e anche questa mattina, in alcuni casi anche prima dell’apertura dei negozi, in tanti hanno ripulito le vie dei quartieri della città devastate dalla protesta. Si valutano e si contano i danni, ingenti, anche se per ora una stima complessiva non è stata ancora fatta. Intanto i giudici sono al lavoro: l’ipotesi di reato al centro dell’inchiesta della Procura di Milano, che dovrà accertare le responsabilità per i violenti disordini di ieri, è quella di “devastazione”, che prevede pene fino a 15 anni di carcere.

L’ipotesi di reato al centro dell’inchiesta della Procura di Milano è quella di “devastazione”, che prevede pene fino a 15 anni di carcere. Ieri, intanto, sono state arrestate 5 persone in flagranza per resistenza, lesioni e altri reati.

La Regione Lombardia ha annunciato che metterà a disposizione un milione e mezzo di euro per risarcire i cittadini dei danni subiti durante gli incidenti.

Intanto il commissario di Expo Giuseppe Sala ha annunciato che “ieri sera i biglietti sono arrivati a 11 milioni“. Quanto alle persone che si occupano della sicurezza nel sito dell’esposizione, saranno  “sempre ampliamente sopra le mille”.

LA CRONACA DEGLI SCONTRI
Alla mattina le celebrazioni per l’inaugurazione di Expo 2015, al pomeriggio la rabbia dei No Expo, o meglio di una frangia violenta dei contestatori dell’Esposizione universale, che hanno rovinato la festa per l’apertura della manifestazione. L’entrata in scena dei gruppi anarchici più radicali (i cosiddetti black-bloc arrivati a centinaia a Milano da Francia, Germania, Spagna e mezza Italia) temuta fin dai giorni scorsi, si è puntualmente avverata: i gruppi di manifestanti vestiti di nero, distribuiti in vari punti del corteo, hanno spaccato fioriere e vetrine dando fuoco ad auto e cassonetti,lanciando oggetti e molotov contro le forze dell’ordine. Due ore abbondanti di guerriglia urbana, alla quale la polizia ha risposto con il lancio di 400 lacrimogeni, un numero che da solo fotografa i disordini.

“Un grande grazie alle forze dell’ordine e a tutto il sistema della sicurezza milanese: dal prefetto al questore e a tutti quelli che hanno cooperato. Hanno evitato il peggio con intelligenza e fermezza” ha commentato in serata il ministro dell’interno Angelino Alfano. “La tattica di ordine pubblico adottata a Milano – ha spiegato il ministro – ha infatti evitato il peggio. La giornata inaugurale di Expo non è stata macchiata dal sangue né dei manifestanti ne’ delle Forze dell’Ordine. E adesso massima durezza contro questi farabutti col cappuccio”.

La Questura ha interpretato con grande lucidità gli avvenimenti, da un lato usato i lacrimogeni per tenere a distanza i manifestanti evitando il più possibile il contatto e le cariche, ma dall’altro non si è fatta “sviare”, per usare le parole del questore, Luigi Savina, dal tentativo di far sparpagliare le forze dell’ordine per poi approfittare di un varco verso il centro lasciato incustodito. L’obbiettivo dei black-bloc, infatti, era di portare la devastazione in Duomo, o all’Expo Gate, e per questo motivo lo schieramento di polizia e carabinieri, già imponente, si era concentrato non tanto davanti e dietro al lunghissimo corteo, molto partecipato, ma nelle vie che potevano condurre verso il centro.

Il primo confronto si è avuto in piazza Resistenza Partigiana, un varco chiuso perfino con alte reti di ferro, camioncini, molti agenti, e difeso con gli idranti. Poi in largo D’Ancona, dove i tafferugli sono durati a lungo, spostandosi verso Cadorna, nei pressi della basilica di Santa Maria delle Grazie – uno dei simboli di Milano – e poi Conciliazione. Due ore interminabili, che hanno lasciato dietro di sé decine di auto bruciate, barricate, gente spaventata, e molte persone con irritazioni alla gola per l’uso dei lacrimogeni. Prime fra tutte quelle che si trovavano nella seconda parte del corteo, che hanno dovuto interrompere il cammino in via Carducci, ormai impraticabile per l’aria resa irrespirabile da fumogeni, lacrimogeni e il fumo nero delle auto incendiate. Ad un certo punto i ‘blocchi neri’ hanno cominciato a cambiarsi in massa, mischiati in mezzo ad altri compagni di corteo. Sull’asfalto di alcune strade, alla fine, sono rimaste decine di tute, felpe, magliette, ovviamente nere, e ogni genere di accessorio del teppista, come ginocchiere, bombe carta, occhiali protettivi, kit per lenire l’irritazione agli occhi da lacrimogeni, passamontagna, perfino maschere antigas. “In momenti come questi bisogna evitare di perdere il controllo della situazione ma occorre tenere grande saldezza di posizione” ha dichiarato il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca che ha convocato per domani il Comitato per l’ordine e la sicurezza per fare il punto sui disordini di oggi.

Alla fine il bilancio dei numeri è di 11 feriti tra le forze dell’ordine e di 10 antagonisti accompagnati in questura (uno è stato fermato in flagranza da due agenti in borghese in mezzo ai tafferugli). Ma la ferita alla città, in quello che doveva essere un giorno di lustro e orgoglio, è ben più grave della ferita fisica lasciata lungo i marciapiedi.

LA FERMA CONDANNA DEL CAPO DELLO STATO – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si legge in una nota – ha espresso la sua “ferma condanna della violenza teppistica” avvenuta nel corso della manifestazione di protesta a Milano. Violenza “tanto più esecrabile – ha detto – in quanto rivolta contro un evento che ha come obiettivo la nutrizione del pianeta, la lotta alla fame e alla denutrizione e un ordine mondiale fondato su una maggiore equità tra Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo”. Mattarella ha espresso “la sua piena solidarietà ai cittadini di Milano, vittime di pesanti danneggiamenti, e alle forze dell’ordine che hanno fronteggiato i violenti con responsabilità e grande senso del dovere”. Dal Presidente della Repubblica sono arrivati anche “gli auguri di piena e rapida guarigione per gli agenti rimasti feriti” e l’auspicio che “i responsabili delle violenze siano assicurati al più presto alla giustizia”. 

MARONI E PISAPIA – “Pieno sostegno alle forse dell’ordine che stanno fronteggiando a Milano la guerriglia urbana scatenata da imbecilli violenti che devono finire in galera”: così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni commenta su twitter quanto accaduto al corteo May Day-No Expo di Milano.

“Isolare, individuare, punire senza se e senza ma i delinquenti che stanno devastando Milano”, ha dichiarato il sindaco di Milano. (ANSA)

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Valfurva, morto l’alpinista precipitato oggi

VALFURVA

Era già morto quando è stato recuperato dai soccorritori lo sci-alpinista precipitato stamattina in un crepaccio sulle pendici del San Matteo, a quota 3.200 metri, a Valfurva (Sondrio). Dopo l’sos lanciato dagli amici, erano intervenute due eliambulanze, da Sondrio e da Bergamo, e i tecnici del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico). Sul posto anche il Sagf della Guardia di Finanza. Si tratterebbe di un giovane appassionato di montagna e volontario tecnico del Soccorso alpino residente a Santa Caterina Valfurva.

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Siria, 50 uccisi in raid anti-Isis

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Sarebbero almeno 50, tra cui circa 1o minori, le persone rimaste uccise a seguito dei bombardamenti aerei compiuti nelle ultime 24 ore dalla Coalizione anti-Isis, guidata dagli Stati Uniti, a Birmahle, nel nord della Siria, in un’area vicino a Kobane-Ayn Arab, zona vicinissima alla frontiera turca e a maggioranza curda. A trasmettere il dato è l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

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Rissa al bar, 16enne ucciso a coltellate. Trovato l’aggressore

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Maycol Catizzone, così si chiamava il 16enne ucciso a coltellate a Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese. Il giovane si trovava con amici in piazza Roma, nei pressi del bar Romania Style. Una lite per futili motivi e poi i fendenti letali al petto e al fianco. A sferrarli un uomo di 31 anni, Carmine Pullano, che ha ferito anche altri ragazzi che lo avevano inseguito. Il ragazzino, già grave, è stato portato a spalla da un amico davanti al bar e poi si è accasciato. Quando l’ambulanza è arrivata le sue condizioni erano disperate ed è deceduto durante il trasporto. Nel frattempo, l’aggressore è scappato ma la sua identità è stata presto svelata dalle immagini del circuito di videosorveglianza acquisite dai carabinieri. Nonostante la poca collaborazione inizialmente prestata, i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciarlo dopo qualche ora in un’abitazione disabitata utilizzata dalla madre del ricercato durante l’estate. Per agevolare la fuga del figlio, la donna aveva consegnato ai militari un mazzo di chiavi sbagliate. Tuttavia, Carmine Pullano è stato trovato poco dopo in quella casa sotto un cumulo di materassi e nel frattempo si era cambiato e aveva buttato gli abiti che indossava durante la rissa.

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Royal Baby – La diretta dalla Lindo Wing

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